Facebook per le PMI? Se NON lo conosci lo eviti!

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Lo so, il titolo farà rabbrividire alcuni famosi Social media manager e quindi alzo il tiro con “Si può fare a meno di Facebook per una attività commerciale (ma anche per la vita privata)? Si”

Ok, adesso che ho la vostra attenzione cercherò di spiegarvi il mio ragionamento e di darvi una spiegazione logica che possa portarvi una riflessione sul tema.

Facebook e Strategie per le PMI

Punto primo: le consapevolezza dello strumento

Il 30% delle aziende italiane ha una presenza su Facebook ma solo una piccolissima parte gestisce internamente con una figura professionale adeguata o con una agenzia esterna, l’animazione, la creazione e programmazione dei contenuti. Quindi  le poche decine di fan che seguono la pagina potrebbero vedere sporadicamente alcuni contenuti con poco appeal, non generando conversioni. D'altronde in una PMI, magari a conduzione famigliare chi lavora non ha tempo di seguire un social durante il giorno e magari essere anche originale, virale, rispondendo in tempo reale ad ogni quesito. Poi da aggiungere anche il fatto che la maggior parte delle persone che seguono sporadicamente la propria pagina Facebook ignorano totalmente quali siano i principi per ottimizzarla e renderla uno strumento utile ad attirare richieste dai potenziali clienti della propria attività.

 

Punto secondo: la consapevolezza della comunicazione

E' vero, tutti sono su Facebook, quindi anche le aziende si devono tuffare in questo bacino di potenziali clienti, ma con che strategia (perchè una strategia ci deve essere)?
Si potrebbe postare un contenuto originale e accattivante al giorno? Difficile solo lo 0,1% delle PMI lo fa, non è facile ideare, pianificare e moderare un contenuto per un non professionista della comunicazione.
Si potrebbero condividere delle immagini emozionali che aumentino l'iterazione con la pagina? Certo, ma dove le trovo? Le rubo da qualche parte? Metto dei gattini così ricevo un sacco di “Mi Piace” anche se vendo Bulloni in acciaio? Anche in questo caso manca la consapevolezza su quale contenuto sia più utile da condividere e dove si possa reperire.
Si potrebbe copiare la strategia di altre pagine, magari creando dei titoli roboanti per generare un click baiting, ad esempio “Non crederai mai cosa hanno scoperto questi scienziati! Leggi qui!” o “Scoperta una pianta che cura tutte le malattie! Ecco quale!”. Questo “fenomeno” si sta propagando specialmente sui media tradizionali come le testate giornalistiche che, approcciando ai media digitali, hanno ben pensato di tornare ai titoloni ideati alla fine dell'800 per vendere più copie cartacee grazie ai famosi strilloni.

Terzo punti: social a senso unico

Se una PMI approccia a Facebook allora vuol dire che apre un nuovo canale di comunicazione a doppio senso e non a senso unico. L'utente potrà elogiare, complimentarsi e specialmente criticare direttamente e pubblicamente l'attività commerciale nel caso qualcosa sia andato storto. Sotto troverete un caso reale, in cui l'esperienza negativa trova cassa di risonanza nella fanpage dell'attività e porta una cattiva pubblicità ai nuovi potenziali clienti (quindi esattamente l'inverso di quello che si vorrebbe ottenere dalla pagina).

Recensioni Negative su Facebook


Lo stesso Country manager di Facebook in Italia si esprime con queste parole: «Sono necessari anche strumenti specifici per migliorare il rapporto con i clienti, dai tempi di risposta fino alla gestione della casella dei messaggi, soprattutto in assenza di una struttura dedicata. Certo, resta ancora molto da fare in termini di consapevolezza e formazione"

Quindi tutto è perduto? Assolutamente no!
Chi approda su Facebook apre un nuovo canale di contatto con i propri potenziali clienti, come fosse una vetrina di una negozio, dove dentro troveremo una brava commessa che ci saprà rispondere ed illustrare la merce sempre nuova e disponibile per il nostro acquisto. Inoltre chi vuole essere presente su Facebook deve ideare un proprio piano logico e strategico, rispondendo con tempestività non solo a chi è interessato al proprio prodotto ma anche a chi lo critica. Senza questi passaggi fondamentali il fallimento su Facebook è solo una questione di tempo, quindi meglio risparmiarlo. Come ultimo punto devo citare le sponsorizzazioni, strumento oneroso e simbiotico alla naturale vita della pagina, utile a raggiungere non solo nuovi utenti ma anche avere la certezza di colpire quelli che hanno effettivamente deciso di seguire la pagina.

Se vi è piaciuta questa riflessione, almeno in parte, vi invito a mettere il vostro pollice su!

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Roberto Cavasin - Treviso

Mi occupo da oltre 15 anni di nuove tecnologie multimediali per la comunicazione.

Le mie competenze riguardano in particolare il settore Web, Marketing e Social, il settore Video Tradizionale e Digitale infine i settori Radiofonico e Televisivo.

Email: cavasin.roberto@gmail.com

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