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Il marketing politico o meglio ancora le azioni di webmarketing atte a pianificare la comunicazione su web e in particolare sui social network sono indispensabili per ogni candidato alla vita politica del proprio territorio sia dal nazionale che al locale, ovviamente con strategie differenti.
In primis ogni candidato dovrà curare la propria immagine sui social e presidiarli in maniera efficace e costante, parlando e rispondendo al proprio pubblico. I principali Social da utilizzare sono:


- Facebook, sia come profilo personale che con una pagina della propria lista elettorale
- Instagram, creando e curando un profilo
- Youtube, con un canale dedicato ad interviste e approfondimenti video

Marketing politico


Raggiungere l’audience più adatta con Facebook:
Facebook permette di creare campagne a pagamento che permettono di individuare e comunicare con la propria audience anche a livello locale (comunale) segmentando per interessi (come ad esempio uno specifico partito o personaggio politico). Oltre alla forma a pagamento è indispensabile creare contenuti organici cercando di instaurare un dibattito con gli elettori. Meglio preferire post con immagini e ancora meglio con dei brevi Video (30”).


Le strategie di Instagram:
Instagram a differenza di Facebook è un social media meno testuale e vengono utilizzate solo foto o video per la comunicazione. È un media in costante crescita e permette creare campagne legate al brand personale o a quello del proprio simbolo elettorale. Per raggiungere una più ampia audience è fondamentale l’utilizzo adeguato di hashtag legati coerentemente al contenuto pubblicato.


Youtube per approfondire:
Il canele video su Youtube permette una fruizione meno “mordi e fuggi” degli altri social media in quanto gli utenti tendono a guardare per più tempo i video. In questo social è consigliabile inserire video di presentazione dedicati ai singoli candidati e la spiegazione più dettagliata del programma politico. Da sottolineare che i video di youtube possono posizionarsi direttamente anche sul motore di Ricerca di Google.
Per tutti i social media inoltre è importante la costanza di pubblicazione dei post che deve essere quotidiana, sia per post che per le più recenti storie. Anche le dirette hanno una discreta visibilità che possono essere utilizzate per conferenze stampa o real time marketing in caso di avvenimenti improvvisi ma degni di essere documentati (segnalare disagi in tempo reale)


Questo detto fino ad ora è solo un breve vademecum sull’approccio strategico per un candidato, ulteriori e più approfondite azioni vanno valutate e definite a fronte di uno studio ad hoc.

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Correva l’anno 2006, anno in cui mi sono laureato e anno in cui ho discusso la mia Tesi “Realtà filmica o Realtà Virtuale? Convergenza di due Media” che trattava dell’evoluzione della fruizione dei media da parte del pubblico analizzando e percorrendo le origini dei due mondi dell’audiovisivo e dei videogiochi.
In tale occasione, la commissione restò diffidente, di fronte alle mie “visioni” di un futuro non troppo lontano, in cui evidenziavo la convergenza di questi due grandi media, ossia la televisione e i videogiochi, con la naturale contaminazione ed unione con la conseguente creazione di un media ibrido che prendeva le migliori caratteristiche dei due. Banalmente un film interattivo o un videogioco Film.

Netflix Balck Mirror


Nel 2006 non esistevano ancora gli smartphone e Facebook doveva ancora attecchire nel territorio italiano, non esistevano piattaforme di video streaming on demand per i film ma piccoli segnali portavano a immaginare un futuro completamente diverso. Infatti nel giro di pochi anni entrarono di prepotenza i Social, il video streaming poi la Realtà aumentata e i relativi Visori ed ultimo di questi segnali il recente film di Netflix, della serie Black Mirror, in cui gli utenti possono decidere come svolgere la storia.


Ma nel 2006 la commissione dichiarò: “Nessuno è disposto, dopo essere tornato a casa da lavoro, a fare qualcosa di attivo o interattivo, resterà sul divano a guardare la TV”

beh... Lungimiranti :-)

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Amazon domina ormai da tempo le vendite online negli Stati Uniti tanto che alcune marche e produttori stanno ripensando al ruolo del proprio sito ecommerce.
Si stima infatti che ben  40 centesimi di ogni dollaro speso negli Stati Uniti per gli acquisti on-line sia speso proprio sul noto marketplace Amazon.
In dettaglio su circa 65 milioni di membri del circuito Prime si stima una spesa media di $ 1.200 all'anno sulla piattaforma Amazon.
Questo nuovo marketplace ha quindi eclissato una fetta considerevole del mercato nel settore dell'e-commerce, tanto che ha costretto grandi e piccole marche a rivalutare la strategie di dove investire le proprie energie e risorse.

Amazon domina ormai da tempo le vendite online


La scalata di Amazon, derivata sia da una reale fiducia dei consumatori che un sistema di shopping semplice e rapido, ha dimostrato una combinazione potente e efficace.
Il dominio incontrastato di Amazon ha portato quindi le marche più piccole a ripensare il ruolo dei propri siti ecommerce. Alcune hanno eliminato completamente il commercio elettronico nei propri siti, lasciando ad Amazon il controllo sulle operazioni di vendita. Altre marche hanno adottato un approccio multicanale, valutando sempre dove destinare le proprie strategie e risorse. 
Amanzon inoltre ha una base di clienti fidelizzata e costante come dimostrano recenti indagini sui clienti del Marketplace negli USA:
Il 30 per cento dei membri Prime ha dichiarato di aver ordinato qualcosa da Amazon almeno una volta alla settimana. Solo circa il 5 per cento degli acquirenti non Prime di Amazon ha ammesso di fare acquisti settimanali. Si passa ad almeno un acquisto mensile per l'81 per cento dei membri del primo ordino un ordine, rispetto al solo 35 per cento dei membri non Prime.
Quando invece non stanno acquistando su Amazon, i clienti fanno prevalentemente il loro commercio elettronico da siti di marca e di vendita al dettaglio, il 61 per cento ha dichiarato di aver ordinato nell'ultimo anno da siti come Walmart.com o Gap.com. Un altro 33 per cento degli acquirenti Amazon ha dichiarato di aver acquistato da eBay negli ultimi 12 mesi. Solo il 3 per cento ha detto di aver acquistato da Jet.com nell'ultimo anno.
Ma anche quando stanno acquistando su altri siti, i clienti Amazon sono altamente sensibili e attenti che non ci sia un affare migliore su Amazon. Circa il 70 per cento dei membri Prime ha dichiarato che "spesso" o "sempre" controllano i prezzi di Amazon prima di acquistare altrove, contro il 56 per cento dei membri non Prime.


Alcuni altri dati relativi all'indagine Amazon User Study 2016:
Il 75 per cento dei primi membri dice che visita Amazon almeno una volta alla settimana
Il 57 per cento visita Amazon almeno due volte alla settimana
il 18 per cento visita Amazon ogni giorno
Il 73 per cento dei membri Prime afferma di avere più fiducia nei pacchi spediti da Amazon che da pacchi spediti da un venditore
Il 78 per cento dei membri Prime dice che ha acquistato da venditori di terze parti su Amazon
Il 31 per cento dei membri Prime dichiara un reddito di almeno 100 mila dollari, rispetto al 16 per cento dei membri non prime.

Visti questi numeri per ogni azienda che voglia approcciare il mercato ecommerce deve assolutamente valutare Amazon nelle proprie strategie di vendita.

 

Roberto Cavasin - Treviso

Mi occupo da oltre 15 anni di nuove tecnologie multimediali per la comunicazione.

Le mie competenze riguardano in particolare il settore Web, Marketing e Social dalla pianificazione con Google Ads a Facebook Ads, il settore Video Tradizionale e Digitale infine i settori Radiofonico e Televisivo per le Province di Treviso, Venezie e Belluno.

Email: cavasin.roberto@gmail.com

Ph: 328.2332980