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Amazon domina ormai da tempo le vendite online negli Stati Uniti tanto che alcune marche e produttori stanno ripensando al ruolo del proprio sito ecommerce.
Si stima infatti che ben  40 centesimi di ogni dollaro speso negli Stati Uniti per gli acquisti on-line sia speso proprio sul noto marketplace Amazon.
In dettaglio su circa 65 milioni di membri del circuito Prime si stima una spesa media di $ 1.200 all'anno sulla piattaforma Amazon.
Questo nuovo marketplace ha quindi eclissato una fetta considerevole del mercato nel settore dell'e-commerce, tanto che ha costretto grandi e piccole marche a rivalutare la strategie di dove investire le proprie energie e risorse.

Amazon domina ormai da tempo le vendite online


La scalata di Amazon, derivata sia da una reale fiducia dei consumatori che un sistema di shopping semplice e rapido, ha dimostrato una combinazione potente e efficace.
Il dominio incontrastato di Amazon ha portato quindi le marche più piccole a ripensare il ruolo dei propri siti ecommerce. Alcune hanno eliminato completamente il commercio elettronico nei propri siti, lasciando ad Amazon il controllo sulle operazioni di vendita. Altre marche hanno adottato un approccio multicanale, valutando sempre dove destinare le proprie strategie e risorse. 
Amanzon inoltre ha una base di clienti fidelizzata e costante come dimostrano recenti indagini sui clienti del Marketplace negli USA:
Il 30 per cento dei membri Prime ha dichiarato di aver ordinato qualcosa da Amazon almeno una volta alla settimana. Solo circa il 5 per cento degli acquirenti non Prime di Amazon ha ammesso di fare acquisti settimanali. Si passa ad almeno un acquisto mensile per l'81 per cento dei membri del primo ordino un ordine, rispetto al solo 35 per cento dei membri non Prime.
Quando invece non stanno acquistando su Amazon, i clienti fanno prevalentemente il loro commercio elettronico da siti di marca e di vendita al dettaglio, il 61 per cento ha dichiarato di aver ordinato nell'ultimo anno da siti come Walmart.com o Gap.com. Un altro 33 per cento degli acquirenti Amazon ha dichiarato di aver acquistato da eBay negli ultimi 12 mesi. Solo il 3 per cento ha detto di aver acquistato da Jet.com nell'ultimo anno.
Ma anche quando stanno acquistando su altri siti, i clienti Amazon sono altamente sensibili e attenti che non ci sia un affare migliore su Amazon. Circa il 70 per cento dei membri Prime ha dichiarato che "spesso" o "sempre" controllano i prezzi di Amazon prima di acquistare altrove, contro il 56 per cento dei membri non Prime.


Alcuni altri dati relativi all'indagine Amazon User Study 2016:
Il 75 per cento dei primi membri dice che visita Amazon almeno una volta alla settimana
Il 57 per cento visita Amazon almeno due volte alla settimana
il 18 per cento visita Amazon ogni giorno
Il 73 per cento dei membri Prime afferma di avere più fiducia nei pacchi spediti da Amazon che da pacchi spediti da un venditore
Il 78 per cento dei membri Prime dice che ha acquistato da venditori di terze parti su Amazon
Il 31 per cento dei membri Prime dichiara un reddito di almeno 100 mila dollari, rispetto al 16 per cento dei membri non prime.

Visti questi numeri per ogni azienda che voglia approcciare il mercato ecommerce deve assolutamente valutare Amazon nelle proprie strategie di vendita.

 

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Google ha annunciato di aver aggiornato lo strumento di analisi per il Mobile con il punteggio di velocità di caricamento di un sito. Ora il tool mostrerà quanti visitatori un sito sta perdendo a causa della velocità di caricamento oltre che ad un confronto con la categoria.

Mobile Speed Test Google
Grazie a questo strumento si potrà sapere non solo il tempo necessario per il caricamento del sito web, ma anche quanti visitatori sta perdendo durante il caricamento.
Molto utili anche i suggerimenti su come rendere il sito più veloce, grazie a dettagliate tecniche di ottimizzazione che si possono applicare al codice e al server.
Per provarlo vai su: testmysite.thinkwithgoogle.com

 

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Come molti sanno la legge del 4 aprile 1956 n. 212, con integrazioni varie fino al 1998 definisce il silenzio elettorale come segue:
Nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuova affissione di stampati, giornali murali o altri e manifesti di propaganda.

Silenzio Elettorale su Internet


Molti hanno già aperto un dibattito se questa legge si riferisca anche al web compresi ovviamente Google e Facebook, media preferiti per le campagne elettorali.
Google però prende una posizione sulla questione e ai candidati che approcciano la piattaforma Google Adwords avvisa: “Google richiede agli inserzionisti che promuovono contenuti politici di rispettare le normative vigenti e gli standard di settore per qualsiasi località in cui possono essere pubblicati gli annunci; gli inserzionisti dovranno altresì rispettare eventuali "periodi di silenzio elettorale" e i requisiti indicati da Google per paesi specifici.” quindi chi utilizza tale strumento è avvisato che anche questo strumento web è assoggettato dalla legge n. 212. Ma se per Google è così per Facebook invece sembra non esserci nessun problema è non avvisa i propri inserzionisti in nessuna maniera.

Continuerò quindi il dibattito sulla questione e vedremo se vincerà la linea di Google o quella di Facebook.

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Roberto Cavasin - Treviso

Mi occupo da oltre 15 anni di nuove tecnologie multimediali per la comunicazione.

Le mie competenze riguardano in particolare il settore Web, Marketing e Social, il settore Video Tradizionale e Digitale infine i settori Radiofonico e Televisivo.

Email: cavasin.roberto@gmail.com

Ph: 328.2332980